Maria Esposito: «Mare fuori piace perché dà speranza»

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Dai Quartieri Spagnoli al grande successo: Maria Esposito, la Rosa Ricci di Mare fuori, parla del suo ruolo nella seguitissima fiction ambientata nel carcere minorile di Napoli: «Rosa mi ha stravolto la vita»

Cresciuta nei Quartieri Spagnoli di Napoli, fin da bambina Maria Esposito sognava di fare l’attrice. Tant’è che ha iniziato a studiare recitazione giovanissima. E con il primo ruolo è diventata subito protagonista. La sua Rosa Ricci, infatti, sarà al centro delle dinamiche della quinta stagione di Mare fuori, la serie cult ambientata nel carcere minorile napoletano IPM, che dal 26 marzo torna su Rai Due (in streaming su Raiplay).
Che rapporto hai con il tuo personaggio? Cosa ti piace di lei?«Quando sono sul set, io mi sento Rosa Ricci. Entro completamente nel personaggio e Maria Esposito non esiste più. Provo le sue stesse emozioni, nel bene e nel male. Di lei amo il carattere forte e al tempo stesso fragile. Ma mi dispiace che le sue scelte siano sempre condizionate dal cognome che porta, quello di una famiglia camorrista».
Secondo te perché Mare fuori appassiona tanto il pubblico?
«Perché racconta storie di adolescenti come ce ne sono tanti, non solo a Napoli. Giovani che per un errore si ritrovano in carcere, però restano pieni di sogni. E alcuni di loro, quelli che ci credono veramente, riescono a trasformarli in realtà. La serie, poi, manda un messaggio di speranza e sprona a non arrendersi mai. Perché se vuoi, puoi farcela».Come hai reagito quando hai saputo di essere stata scelta per la seconda stagione?

«Ricordo che era ora di pranzo. La mia agente mi ha chiamato e continuava a ripetermi: “Hai capito? Ti hanno preso”. Ma io non riuscivo a crederci e non smettevo di chiederle “Sei sicura? Sei sicura?”. È stato bellissimo, il mio sogno stava diventando realtà».

Quanto ci tenevi al ruolo di Rosa Ricci?

«Ho fatto almeno cinque provini con il regista Ivan Silvestrini, ormai non ci speravo più. C’era sempre qualcosa che non lo convinceva. Io, ovviamente, tenevo tantissimo a quel ruolo, ma sapevo che era molto ambito e pensavo: “Figurati se lo danno proprio a me”».

Rosa ti ha cambiato la vita?

«Di più, me l’ha stravolta. È stato il mio primo ruolo, lo sarà per sempre».

Mi racconti la tua famiglia?

«È meravigliosa. Siamo una sola anima, ci vogliamo bene da morire e ci sosteniamo a vicenda. Devo sicuramente la mia ambizione ai miei genitori, che mi hanno fatto sempre sentire importante e non mi hanno mai lasciata sola. Papà è operaio, mentre mamma è casalinga e si è dedicata a me e mia sorella Martina. Sono sposati da tantissimi anni e si amano come il primo giorno. Con Martina da piccole bisticciavamo, mentre adesso siamo vicine e ci confidiamo molto».

Se ti dico infanzia, che cosa ti viene subito in mente?

«La mia l’ho passata giocando per i Quartieri Spagnoli. Chi li conosce sa di cosa parlo: è come avere una grande famiglia, ci conosciamo tutti. Noi bambine stavamo per strada e facevamo finta di sfilare come modelle. Mamma mi rimproverava perché non volevo mai rincasare. Ero molto vivace».

Quando hai pensato di recitare?

«Credo di averlo sempre voluto fare. Da bambina mi chiudevo nella mia stanza, da sola, e per ore ripetevo le scene dei film visti in tivù. La mia attrice preferita era ed è Sophia Loren. Infatti, in camera ho ancora il suo poster».

I tuoi cosa dicevano?

«Mi hanno sempre vista felice, convinta e sono stati dalla mia parte. A 15 anni ho iniziato a studiare recitazione e loro hanno pagato i corsi senza mai farmelo pesare, nonostante non fossero proprio economici».

È vero che sei timida?

«Diciamo che non sono mai stata una leader, ma non mi definirei timida».

Sei entrata nel mondo dello spettacolo giovanissima. Non hai rischiato di essere travolta dal successo?

«All’inizio non è stato facile, ma adesso ho imparato a gestire il contatto con il pubblico e mi piace. Cerco di essere sempre disponibile, di parlare con le persone. So che spesso mi aspettano solo per salutarmi o per un selfie. Penso sempre che il successo lo devo a loro e il minimo che io possa fare è ringraziare in questo modo».

Come ci si sente sapendo di avere un milione 200.000 follower?

«Sono davvero tantissimi. Mi fa piacere perché significa che qualcosa nel mio piccolo sono riuscita a trasmettere. E mi fanno sentire amata».

Sei stata anche a teatro con il musical tratto dalla serie, Mare Fuori Musical, diretto da Alessandro Siani. Che esperienza è stata?

«Abbiamo terminato il 2 marzo ed è stato un turbine di splendide emozioni. Il pubblico ci ha sempre accolti con grande calore».

Cosa vuoi fare “da grande”?

«Continuare con questo mestiere. Sto ancora studiando recitazione e non solo».

Quando ti riguardi ti piaci?

«Difficilmente, ma è un po’ il problema di tutti gli attori: notare solo i difetti e quello che si può migliorare».

Ti tieni in forma?

«Sì, con la danza. Ho iniziato da bambina ed è la mia seconda grande passione».

Hai girato il videoclip di Occhi lucidi con Ultimo. Che musica ascolti?

«La musica mi piace tutta. Ultimo è un ragazzo davvero speciale e un professionista, lavorare con lui è stato bellissimo».

Come spendi i soldi che guadagni?

«Per prima cosa ho regalato una crociera ai miei genitori: un piccolo gesto per ricompensarli di tutti i sacrifici che hanno fatto per me».

Cos’altro ti ha reso felice ultimamente?

«Essere stata a Sanremo con i ragazzi del cast. È un periodo ricco di soddisfazioni».

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Intervista di M.G. Sozzi, pubblicata su Confidenze  13/2025

Foto cover: Ipa

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